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La cometa Siding Spring gettò nel caos il campo magnetico di Marte

Durante l'incontro, la densa chioma della cometa Siding Spring ha raggiunto la superficie del pianeta, o quasi, con il suo campo magnetico temporaneamente fuso con quello più debole di Marte.
Durante l'incontro, la densa chioma della cometa Siding Spring ha raggiunto la superficie del pianeta, o quasi, con il suo campo magnetico temporaneamente fuso con quello più debole di Marte. Credit: NASA/Goddard

Vi ricordate la cometa C/2013 A1 (Siding Spring) che il 19 ottobre 2014 effettuò uno storico sorvolo di Marte passando a soli 139.500 chilometri dalla superficie del pianeta? Tutti gli occhi elettronici delle sonde e dei rover erano puntati su di lei. L'orbiter della NASA MAVEN e l'indiano MOM erano arrivati giusto in tempo per lo spettacolo, entrando in orbita rispettivamente il 22 ed il 24 settembre 2014.

L'incontro era stato così ravvicinato, tanto che Marte finì nella chioma e nella coda di Siding Spring.
Le squadre delle diverse missioni presero una serie di precauzioni per proteggere gli strumenti dai detriti di ghiaccio e dalle particelle cometarie. Alcunni orbiter spensero l'elettronica più sensibile mentre altri, come Mars Express, progettarono con diversi mesi di anticipo modifiche orbitali per trovarsi dietro al pianeta nel momento più pericoloso. Per MAVEN, una sonda nata per studiare l'atmosfera di Marte, l'evento è stato sicuramente un'eccezionale opportunità. Il team aveva lasciato due strumenti operativi: l'Imaging Ultraviolet Spectrograph (IUVS), che riprese Siding Spring durante la fase di avvicinamento ed il magnetometro, grazie al quale è stato possibile osservare la temporanea ma profonda confusione causata dalla cometa nella magnetosfera del pianeta.

"Pensiamo che l'incontro abbia spazzato via parte dell'alta atmosfera di Marte, proprio come farebbe una tempesta solare", ha dichiarato nel report Jared Espley, del team scientifico MAVEN presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland.

A differenza della Terra, Marte non è schermato da una forte magnetosfera. Il pianeta è protetto solo dall'atmosfera che devia il vento solare proprio come fa un sasso con l'acqua dentro ad un ruscello. Questo è possibile perché ad altitudini molto elevate l'atmosfera di Marte è costituita da plasma, uno strato di particelle elettricamente cariche e molecole di gas. Quando il vento solare interagisce con esso, si producono delle correnti che, proprio come le correnti dei circuiti elettrici semplici, inducono un campo magnetico il quale, nel caso di Marte, è piuttosto debole.

Dall'altra parte, Siding Spring è circondata da un proprio campo magnetico che è il risultato dell'interazione tra il vento solare ed il plasma della chioma, l'involucro gassoso che viene generato dal nucleo man mano che la cometa si scalda avvicinandosi al Sole.
Anche se il nucleo di Siding Spring non misura più di mezzo chilometro, al momento del passaggio, la sua chioma si espandeva per più di un milione di chilometri in ogni direzione.

Il pianeta era rimasto immerso nell'ambiente cometario per diverse ore, con la parte più interna e densa  della chioma che toccava la superficie, o quasi. mentre il campo magnetico della cometa si fondeva e sopraffaceva quello debole di Marte.

"Il momento principale è stato durante l'avvicinamento della cometa", ha detto Espley, "ma la magnetosfera del pianeta ha cominciato a sentire alcuni effetti non appena è entrato sul bordo esterno della chioma della cometa".

Dapprima i cambiamenti sono stati minimi ma come la magnetosfera di Marte ha iniziato a reagire a quella della cometa, alcune regioni hanno riallineato le proprie linee di campo puntando in direzioni diverse. Nel momento del massimo avvicinamento il campo magnetico di Marte era nel caos più completo ed altri effetti si sono registrati per ore dopo il passaggio.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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