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MESSENGER svela il magnetismo di Mercurio

In bianco, le linee del campo magnetico dovute alle rocce magnetizzate nella crosta di Mercurio; in blu, le piccole variazioni misurate dal suo magnetometro.
In bianco, le linee del campo magnetico dovute alle rocce magnetizzate nella crosta di Mercurio; in blu, le piccole variazioni misurate dal suo magnetometro. Credit: NASA, University of British Columbia

Nuovi dati dalla sonda della NASA MESSENGER, che ha terminato la sua avventura impattando sulla superficie di Mercurio il 30 aprile, rivelano che il campo magnetico del pianeta è vecchio di quattro miliardi di anni.

Lo studio dettagliato è stato pubblicato sulla rivista Science Express.

Low-altitude magnetic field measurements by MESSENGER reveal Mercury’s ancient crustal field [abstract]

Magnetized rocks can record the history of the magnetic field of a planet, a key constraint for understanding its evolution. From orbital vector magnetic field measurements of Mercury taken by the MESSENGER spacecraft at altitudes below 150 km, we have detected remanent magnetization in Mercury’s crust. We infer a lower bound on the average age of magnetization of 3.7 to 3.9 billion years. Our findings indicate that a global magnetic field driven by dynamo processes in the fluid outer core operated early in Mercury’s history. Ancient field strengths that range from those similar to Mercury’s present dipole field to Earth-like values are consistent with the magnetic field observations and with the low iron content of Mercury’s crust inferred from MESSENGER elemental composition data.

I ricercatori hanno utilizzato i dati di MESSENGER ottenuti tra l'autunno 2014 e il 2015, quando la sonda, ormai a corto di carburante, aveva intrapreso l'ardita fase finale della missione, volando a quote incredibilmente basse sulla superficie del pianeta, fino ad arrivare a soli 15 chilometri di altitudine.

"La missione doveva originariamente durare un anno, nessuno si aspettava arrivasse a quattro", ha detto Catherine Johnson, scienziato planetario a capo dello studio. "La scienza prodotta da queste osservazioni recenti è davvero interessante e ciò che abbiamo scoperto sul campo magnetico è solo l'inizio".

Gli scienziati sanno fin dai tempi dei sorvoli del Mariner 10 che Mercurio ha un campo magnetico simile a quello terrestre ma molto più debole, generato probabilmente dal movimento del ferro liquido nel nucleo che agisce come dinamo.
Mercurio è l'unico altro pianeta nel Sistema Solare interno a possedere attualmente un campo magnetico oltre alla Terra (Marte lo avrebbe avuto solo in un lontano passato).
Quando MESSENGER iniziò a volare sulla superficie a bassa quota, il suo magnetometro (MAG) riuscì finalmente a catturare delle variazioni di magnetismo localizzato nelle rocce della crosta. Piccoli segnali, stimati provenienti da rocce magnetizzate situate fra i 7 e i 45 chilometri di profondità, hanno mostrato che il campo magnetico di Mercurio è molto antico, datandolo tra i 3,7 ed i 3,9 miliardi di anni fa, mentre il pianeta si formò più o meno nello stesso periodo della Terra, poco più di 4,5 miliardi di anni fa.

"Se non avessimo ottenuto questi dati recenti, non avremmo mai saputo come il campo magnetico di Mercurio si è evoluto nel corso del tempo", ha detto Johnson.

Una delle più grandi sfide della missione è stata operare così vicino al Sole: la sonda, progettata con un scudo termico ad hoc, ha dovuto trascorrere anche parte del suo tempo lungo grandi orbite ellittiche per abbassare le temperature. Grazie alla grande abilità di gestione della squadra di Terra, tra il 2011 e il 2015 MESSENGER aveva completato oltre 4.000 orbite intorno al pianeta.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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