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L'acqua ghiacciata sepolta di Marte

Mars Express - High Resolution Stereo Camera
Mars Express - High Resolution Stereo Camera Credit: ESA / DLR / FU Berlin

Marte, uno dei pianeti più studiati del nostro Sistema Solare (quasi più della Terra!) riserva continue sorprese.
I dati rilevati dalle sonde in orbita hanno già confermato che le riserve di acqua ghiacciata non si limitano ai poli ma coinvolgono anche la fascia equatoriale del pianeta, dove il ghiaccio è sepolto sotto uno spesso strato di polvere. Ora, nuovi studi hanno calcolato la quantità di questa acqua congelata ed i risultati hanno sorprendentemente mostrato che non è affatto poca: potrebbe coprire l'intero pianeta con un strato omogeneo di circa un metro di spessore.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Geophysical Research Letters.

Ormai molte sonde hanno orbitato intorno al Pianeta Rosso nel corso della storia e diverse sono quelle attualmente operative. Grazie alle prove restituite dalle immagini satellitari in questi anni, i ricercatori hanno potuto intuire la presenza di ghiacciai appena sotto la superficie ma per molto tempo non è stato possibile confermare se fossero composti di anidride carbonica ghiacciata, o acqua congelata, oppure da una sorta di fango. Questi dubbi, iniziati praticamente con le missioni Viking, sono rimasti per decenni dando luogo a continui dibattiti: alcuni scienziati, ad esempio, ritenevano che se il Viking 2 avesse scavato con la sua paletta solo 10 centimetri di terreno nel suo sito di atterraggio, Utopia Planitia, avrebbe trovato ghiaccio d'acqua.

Ma i radar a bordo delle sonde hanno sciolto ogni dubbio, confermandone la presenza.

Nel 2008, lo SHARAD (Mars SHAllow RADar sounder) della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) rilevò ghiaccio d'acqua appena sotto la superficie rocciosa nel bacino Hellas, il secondo maggiore cratere d'impatto di Marte situato nell'emisfero australe. Una delle caratteristiche esaminate era grande tre volte Los Angeles ed era spessa quasi un chilometro. Nell'ultimo anno, un gruppo del Bryn Mawr College e del Freie Universitaet Berlin ha trovato le prove mineralogiche dell'esistenza di ghiacciai anche nella zona nota come Valles Marineris, il canyon più grande del Sistema Solare situato vicino all'equatore del pianeta.

I ricercatori del Niels Bohr Institute dell'università di Copenhagen hanno approfittato di questi dati già acquisiti per modellare il flusso glaciale.

"Abbiamo analizzato le misurazioni radar fino a dieci anni fa per vedere come è cambiato lo spessore del ghiaccio e come si è comportato. Un ghiacciaio dopotutto è un grosso pezzo di ghiaccio che scorrendo prende forma e questo può dirci qualcosa su quanto è soffice. Abbiamo poi confrontato questi dati con i ghiacciai della Terra e siamo stati in grado di ottenere un modello del flusso di ghiaccio", ha detto Nanna Bjørnholt Karlsson del Centre for Ice and Climate presso il Niels Bohr Institute.

Marte: cintura glaciale

Spessore degli strati di ghiaccio nelle immagini radar del Mars Reconnaissance Orbiter.
Credit: SHARAD, NASA / Karlsson et.al.

Nanna Bjørnholt Karlsson spiega che studi precedenti avevano identificato migliaia di formazioni ghiacciate sul pianeta, disposte su fasce corrispondenti alla latitudine della Danimarca sulla Terra o poco più a sud, in entrambi gli emisferi.
Per alcune zone si avevano già a disposizione dati ad alta risoluzione mentre per altre le informazioni erano scarse. Tuttavia, la loro ricerca ha integrato queste ultime con il modello del flusso e la forma dei ghiacciai, ottenendo un quadro planetario più dettagliato e ciò ha permesso di stimare lo spessore ed il volume del ghiaccio presente.

Marte: cintura di ghiaccio

Credit: Mars Digital modello Immagine, NASA / Nanna Karlsson

"Abbiamo calcolato che il ghiaccio d'acqua congelato equivale a oltre 150 miliardi di metri cubi di ghiaccio, che potrebbe coprire l'intera superficie di Marte con uno strato spesso 1,1 metri. Il ghiaccio alle medie latitudini è quindi una parte importante del serbatoio di acqua di pianeta", ha spiegato Nanna Bjørnholt Karlsson.

Tale quantità, che corrisponde solo al 5% del ghiaccio della Groenlandia, sarebbe una goccia nel mare della Terra ma è molto indicativa per Marte. Non solo potrebbe costituire un'importante riserva per le missioni future ma è un tassello significativo nella comprensione della storia climatica del pianeta che forse, non perse tutta la sua acqua acqua nello spazio insieme a gran parte dell'atmosfera come si pensava.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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