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Vita su Marte: carbonio organico di origine biologica forse individuato in un meteorite

© Alain Herzog / EPFL
© Alain Herzog / EPFL

Un team internazionale di ricercatori, della Cina, del Giappone e della Germania, insieme ad un gruppo dell'École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EFL), ha pubblicato un articolo sulla rivista scientifica Meteoritics e Scienze Planetarie che riaccende per l'ennesima volta un annoso dibattito: Marte ha ospitato e/o ospita ancora la vita?

Tutto è nato da un meteorite chiamato Tissint, caduto in Marocco il 18 luglio del 2011, con tanto di testimoni oculari nella valle Oued Drâa, a est di Tata.

La roccia spaziale è un pezzo del Pianeta Rosso, espulso dalla superficie a seguito di un impatto, avvenuto circa 700 mila anni fa.

Quando ha toccato Terra, si è frantumata in diverse parti, con massa da 1 a 987 grammi, per un totale di circa 7-11 kg. Ogni frammento era quasi completamente ricoperto da una crosta di fusione nera lucente ma racchiudeva a suo interno, preziose informazioni sulla geologia e l'atmosfera passata di Marte.

Tissint appartiene al gruppo delle shergottiti.

Le prime analisi avevano rilevato: olivina, maskelynite e pirosseno, elementi che si trovano nel mantello del pianeta. Ma quello che rende questo meteorite straordinario, sono delle piccole fessure piene di materia contenente carbonio.

Diversi gruppi di ricerca avevano già dimostrato che questo componente è di natura organica ma si stava ancora discutendo circa la sua provenienza.

La squadra ha eseguito una dettagliata analisi delle tracce di carbonio organico, concludendo che la loro origine è probabilmente biologica.
Gli scienziati sostengono che il carbonio si sarebbe depositato nelle fessure della roccia, quando era ancora su Marte, aiutato dalle infiltrazioni di una liquido ricco di materia organica.

Analisi chimiche, al microscopio e sugli isotopi potrebbero condurre a diverse possibili spiegazioni ma escludono categoricamente l'origine terrestre.
Sembrerebbe anche certo che il carbonio si sia depositato nelle fessure prima che la roccia lasciasse Marte.

Sfidando le soluzioni precedenti che ricollegavano le tracce di carbonio alla cristallizzazione del magma ad alte temperature, il nuovo studio ritiene più probabile che si sia formato per interazione con liquidi contenenti composti organici infiltrati nella roccia madre, Tissint, a basse temperature, in prossimità della superficie marziana.

"Sono completamente aperto alla possibilità che altri studi possano contraddire i nostri risultati, tuttavia, le nostre conclusioni sono tali da ravvivare il dibattito sulla possibile esistenza di attività biologica su Marte... almeno in passato", ha dichiarato Philippe Gillet, direttore dell'Earth and Planetary Sciences Laboratory presso l'EPF.

NanoSIMS analysis of organic carbon from the Tissint Martian meteorite: Evidence for the past existence of subsurface organic-bearing fluids on Mars [abstract]

Two petrographic settings of carbonaceous components, mainly filling open fractures and occasionally enclosed in shock-melt veins, were found in the recently fallen Tissint Martian meteorite. The presence in shock-melt veins and the deuterium enrichments (δD up to +1183‰) of these components clearly indicate a pristine Martian origin. The carbonaceous components are kerogen-like, based on micro-Raman spectra and multielemental ratios, and were probably deposited from fluids in shock-induced fractures in the parent rock of Tissint. After precipitation of the organic matter, the rock experienced another severe shock event, producing the melt veins that encapsulated a part of the organic matter. The C isotopic compositions of the organic matter (δ13C = −12.8 to −33.1‰) are significantly lighter than Martian atmospheric CO2 and carbonate, providing a tantalizing hint for a possible biotic process. Alternatively, the organic matter could be derived from carbonaceous chondrites, as insoluble organic matter from the latter has similar chemical and isotopic compositions. The presence of organic-rich fluids that infiltrated rocks near the surface of Mars has significant implications for the study of Martian paleoenvironment and perhaps to search for possible ancient biological activities on Mars.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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