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Bas Lansdorp, CEO Mars One: il timore radiazioni non dovrebbe fermare la colonizzazione di Marte

Un interessante report è stato pubblicato ieri sul sito space.com: il pericolo delle radiazioni durante il viaggio verso Marte e sulla superficie del pianeta, non devono spaventare. Questo il parere di Bas Lansdorp, co-fondatore e CEO Mars One, che ha contribuito alla stesura dell'articolo.

Mars One - colonia su Marte

Credit: Mars One / Bryan Versteeg

Un interessante report è stato pubblicato ieri sul sito space.com: il pericolo delle radiazioni durante il viaggio verso Marte e sulla superficie del pianeta, non devono spaventare. Questo il parere di Bas Lansdorp, co-fondatore e CEO Mars One, che ha contribuito alla stesura dell'articolo.

Mars One spera di poter stabilire un insediamento permanente su Marte entro il 2023.
Tutta la missione si basa su una sorta di reality a livello mondiale che permetterà al team di raccogliere fondi: nel mese di aprile erano iniziate le prime selezioni.

Il progetto prevede una rete di habitat sul suolo marziano in una zona tra i 40 e i 45 gradi di latitudine nord ma nessun piano di rientro a Terra.
L'assenza di un viaggio di ritorno già di per sé ridurrà notevolmente l'esposizione alle radiazioni per l'intera missione.

Le forme di radiazioni pericolose sono due: i raggi cosmici galattici (GCR), particelle causate da esplosioni di supernova e altri eventi ad alta energia al di fuori del Sistema Solare; le particelle solari energetiche (SEP) associate ai brillamenti solari e alle espulsioni di massa coronale del Sole.

Le prime, destano maggiori preoccupazioni: sono difficili da bloccare e richiederebbero protezioni proibitive per una navicella spaziale, oltre 10 volte le schermature standard usate finora.

La riduzione del tempo di viaggio, e la conseguente esposizione dell'equipaggio ai raggi cosmici galattici, è quindi significativa nella valutazione dei rischi della missione: tali radiazioni costituiscono infatti il 95% delle radiazioni totali in base all'ultimo report pubblicato il 31 maggio sulla rivista Science.

Nello studio, Cary Zeitlin del Southwest Research Institute e colleghi, avevano calcolato l'esposizione alle radiazioni per un viaggio di ritorno da Marte di 360 giorni, pari a 662 più o meno 108 millisieverts (mSv), cioè una dose di radiazioni pari a circa 10.000 radiografie al torace.
I dati erano stati ricavati dalle informazioni trasmesse dal Mars Science Assessment Detector Laboratory Radiation della NASA (RAD) a bordo della missione Mars Science Laboratory (Curiosity) nel viaggio verso il Pianeta Rosso lo scorso anno.

Mars One prevede di proteggere l'equipaggio durante il viaggio di andata dalle radiazioni solari, tramite la struttura del veicolo che fornirà dai 10 ai 15 grammi per centimetro quadrato di schermatura, equivalente ad uno scudo di 10 - 15 centimetri di acqua.

Ma questo livello di protezione non sarà sufficiente nel caso di espulsioni di massa coronale, brillamenti solari e altri eventi.

L'equipaggio avrà quindi a disposizione un sistema di previsione dei flare e di misurazione delle radiazioni, così potrà preventivamente spostarsi in un rifugio dove la protezione della schermatura salirà a 40 grammi per centimetro quadrato.

Così, supponendo livelli di radiazioni analoghi a quelli sperimentati dal RAD di Curiosity, l'equipaggio Mars One sarà soggetto a 386 più o meno il 63 mSv di radiazioni nel suo viaggio verso Marte nel 2022, di 210 giorni, che equivale al 58% dell'esposizione complessiva del ritorno di 360 giorni, calcolato nel recente studio citato poco prima.

Una volta giunti a destinazione, su Marte, l'esposizione alle radiazioni è notevolmente inferiore rispetto all'esposizione nello spazio: grazie alla schermatura fornita dal pianeta stesso e dalla sua atmosfera, la superficie di Marte riceve 30 microsievert (0,03 millisievert) di radiazioni per ora durante il minimo solare, secondo un articolo della NASA dal titolo "Space Radiation Cancer Risk Projections for Exploration Missions: Uncertainty Reduction and Mitigation".

La ricerca condotta da Francis Cucinotta, scienziato presso il Space Radiation Program della NASA, ha scoperto che l'esposizione alle radiazioni si riduce del 50% anche durante il massimo solare perché le particelle cariche provenienti dal Sole in realtà diluiscono i raggi cosmici galattici.

D'altra parte, quando Curiosity è atterrato su Marte nel mese di agosto dello scorso anno, lo strumento RAD ha continuato ad operare, misurando le radiazione ambientali sulla superficie del pianeta e mostrando dati abbastanza promettenti.

Nella conferenza stampa del 15 novembre 2012, Don Hassler del Southwest Research Institute a Boulder, Colorado, aveva dichiarato:
"L'atmosfera fornisce un livello di protezione e così il livello di radiazioni è minore quando l'atmosfera è più spessa. Nel complesso l'atmosfera di Marte riduce la dose di radiazioni, rispetto a quelle rilevate durante il viaggio verso Marte".
E poi ancora...
"Assolutamente, gli astronauti possono vivere in questo ambiente".

Mars One - Habitat

Credit: Mars One / Bryan Versteeg

Gli habitat di Mars One, in grado di supportare uno strato di terreno fino a 11 metri di spessore, saranno coperti dal suolo marziano necessario a fornisce una schermatura sufficiente anche contro i raggi cosmici galattici: 5 metri di terreno forniscono la stessa schermatura dell'atmosfera terrestre (equivalenti a 1.000 grammi per centimetro quadrato).

Se i coloni passeranno, in media, due ore al giorno al di fuori degli habitat, la loro esposizione individuale arriverà fino a 22 mSv all'anno.

Mars One - rischi radiazioni

Credit: Adapted from NCRP Report NO. 132 (2000)

Tutte le agenzie spaziali internazionali hanno stabilito dei limiti per l'esposizione alle radiazioni degli astronauti.
Ad esempio tutte le operazioni NASA nella bassa orbita terrestre sono progettate per mantenere il rischio di cancro mortale indotto da radiazioni al di sotto del 3%. Tale valore viene poi variato individualmente in base a sesso ed età.

Considerando uno scenario in cui un astronauta è esposto a 449 mSv di radiazioni durante il viaggio di andata verso Marte di 210 giorni, per una donna più giovane di 35 anni, in genere più soggetta agli affetti delle radiazioni, il rischio ammonta a circa il 3%. I pericoli sono, invece, più bassi per donne di età maggiore o per il sesso maschile.

Ma anche sulla Terra esistono imprese che presentano queste percentuali di rischio, se non di più: andare su Marte, come scalare le montagne più alte, non è per tutti ed i grandi esploratori sono consapevoli che la loro impresa potrebbe presentare dei pericoli.

Mars One, dopo un'accurata valutazione, informerà chiaramente i partecipanti i quali, così, potranno decidere se accettare la sfida.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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