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Gaia comincia a scoprire asteroidi...

Uno dei fotogrammi che mostrano il nuovo asteroide Gaia-606 (indicato da una freccia) il 26 Ottobrer 2016
Uno dei fotogrammi che mostrano il nuovo asteroide Gaia-606 (indicato da una freccia) il 26 Ottobrer 2016 Credit: Observatoire de Haute-Provence & IMCCE

Oltre a censire le stelle della via Lattea, i ricercatori stanno cominciando a utilizzare le osservazioni del satellite europeo per caratterizzare meglio gli asteroidi già noti e scoprirne anche di nuovi.

 Da quando ha iniziato la sua missione scientifica nel 2014, Gaia ha giocato un ruolo importante anche nella comprensione del sistema solare, contribuendo a caratterizzare le orbite e le proprietà fisiche degli asteroidi.

"Tutti gli asteroidi che abbiamo studiato finora erano già noti alla comunità astronomica" spiega Paolo Tanga, planetologo nell'Osservatori della Costa Azzurra e responsabile dell'elaborazione delle osservazioni sul sistema solare. Questi oggetti appaiono nei dati Gaia come piccole macchie in un campo stellare, dove scompaiono per riapparire poco dopo in un'altra regione adiacente, suggerendo un movimento rispetto alle stelle distanti.  Una volta identificati, questi oggetti in movimento venivano confrontati con le posizioni previste per asteroidi già noti, secondo una procedura che abbiamo descritto in questo articolo di 18 mesi fa. "Adesso", dice Tanga, "per la prima volta, stiamo scoprendo oggetti che non corrispondono a nessuna posizione prevista di stella o asteroide". Finora c'erano stati problemi che impedivano queste scoperte; in particolare, come evidenziato nella mappa sottostante, il software "IDT" andava in crisi nell'identificare correttamente oggetti nuovi in campi stellari molto affollati (principalmente sul piano galattico) e quando il numero di fallimenti era grande, un gran numero di falsi allarmi contaminava i dati nella catena di identificazione rendendo ardue le nuove scoperte.

ESA Gaia Asteroids detection 20150717

 

Mappa del cielo con gli asteroidi osservati da Gaia fino al 2015. In blu gli oggetti con una posizione in buon accordo con le previsoni orbitali, i rossi sono meno precisi a causa della collocazione in campi stellari sovrafollati. - Copyright: ESA/Gaia/DPAC/CU4, L. Galluccio, F. Mignard, P. Tanga (Observatoire de la Côte d'Azur)

 

"All'inizio, siamo rimasti delusi quando abbiamo visto come i dati erano pieni di mancate coincidenze", spiega Benoit Carry, Observatoire de la Côte d'Azur, in Francia, che ha il compito di selezionare i candidati Gaia di avviso. "Ora abbiamo messo a punto modi per filtrare questi disallineamenti e stanno lavorando! Gaia ha ora trovato un asteroide mai osservato prima d'ora."

 L'oggetto in questione, inizialmente denominato Gaia-606, è stato identificato nell'Ottobre 2016, quando i dati da Gaia hanno mostrato una debole sorgente in movimento, come illustrato nell'immagine sottostante (si veda anche l'animazione pubblicata dall'ESA). Gli astronomi si misero subito all'opera e furono in grado di predire la posizione in cui sarebbe dovuto apparire l'asteroide nei giorni successivi visto da Terra [ricordiamo che Gaia si trova decisamente lontano dal nostro pianeta, nella regione di librazione L2 a 1,5 milioni di km di distanza, perciò un oggetto situato nella fascia degli asteroidi può apparire in una posizione prospetticamente diversa se visto da questi due luoghi a causa della parallasse - NdR].
 
Asteroid Gaia 606 20161026 1280
 
Crediti: Observatoire de Haute-Provence & IMCCE
 
 A questo punto, all' Osservatorio dell'Alta Provenza (nel sud della Francia), William Thuillot e i suoi colleghi Vincent Robert e Nicolas Thouvenin (Observatoire de Paris/IMCCE) hanno puntato un telescopio ed effettivamente osservato il nuovo asteroide nella posizione prevista. Tuttavia, a dispetto del fatto di non essere incluso in nessun catalogo, un calcolo più accurato dell'orbita ha portato a identificare l'asteroide anche in immagini precedenti alla sua scoperta; questo è un fatto abbastanza comune tra gli asteroidi (si parla di immagini "pre-covery") e accade quando non ci sono inizialmente sufficienti informazioni per stabilire la traiettoria futura dell'oggetto per poi osservarlo nuovamente. Nel corso dei precedenti avvistamenti, era stato denominato 2001 AK10 e 2010 JW18 (le prime 4 cifre indicano appunto l'anno della prima osservazione).

 Adesso Gaia-606 è stato ufficialmente rinominato 2016 UV56, risulta essere nella fascia principale degli asteroidi a una distanza media di 3,16 UA dal Sole e la sua debole magnitudine assoluta (H=15.5) suggerisce un diametro di pochi km. 

  Il vantaggio di cercare asteroidi con Gaia è che questo strumento esplora continuamente l'intera volta celeste, allontanandosi dalle regioni vicine al piano dell'eclittica che sono quelle più "battute" da altri programmi di ricerca. Questo significa che Gaia si rivelerà particolarmente efficace nell'avvistare oggetti che hanno un'orbita molto inclinata. Inoltre, le ricerche effettuate dalla Terra implicano generlmente una elongazione (angolo tra l'oggetto e il Sole) piuttosto grande, mentre Gaia ha la capacità di osservare oggetti prospetticamente abbastanza vicini al Sole; in tal modo dovrebbe avvistare molti nuovi asteroidi di tipo Atira, la cui orbita giace all’interno di quella terrestre.

 Sulle future scoperte, Tanga ha commentato “Sapevamo già che Gaia era in grado di caratterizzare le proprietà fisiche degli asteroidi conosciuti, ora possiamo utilizzare la sonda per la ricerca di nuovi corpi minori e aumentare il numero degli asteroidi presenti nel catalogo degli oggetti del Sistema Solare”.

 

Riferimenti:
- http://sci.esa.int/gaia/58706-gaia-turns-its-eyes-to-asteroid-hunting/
- http://www.asi.it/it/news/gaia-a-caccia-di-asteroidi

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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