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Passeggiata spaziale con brivido finale

L'astronauta britannico Timothy Peake fotografato dal collega Tim Kopra durante la passeggiata spaziale del 15 gennaio 2016.
L'astronauta britannico Timothy Peake fotografato dal collega Tim Kopra durante la passeggiata spaziale del 15 gennaio 2016. Credit: NASA

Ieri, per qualche minuto, si è temuto che potesse di nuovo succedere uno dei maggiori pericoli al quale possa andare incontro un'astronauta, la presenza di acqua all'interno del casco durante un'attività extra-veicolare.

I controllori di volo hanno ordinato ai due astronauti di terminare immediatamente la passeggiata spaziale all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) appena dopo che uno dei due aveva segnalato una piccola quantità d'acqua all'interno del proprio casco. Sebbene non così pericolosa come la perdita d'acqua del 2013 nel casco dell'astronauta italiano Luca Parmitano, i controllori di volo non hanno avuto scelta ordinando ad entrambi di ritornare nel modulo di decompressione della stazione.

Secondo quanto affermato ufficialmente dalla NASA, a quanto pare la tuta spaziale indossata da Timothy Kopra venerdì è la stessa - numero seriale 3011 - che aveva l'astronauta italiano dell'Agenzia Spaziale Europea Parmitano durante la pericolosa EVA del 2013.
La tuta era stata pesantemente modificata dopo quell'incidente e utilizzata successivamente fino al recente 21 dicembre scorso.

Al momento non sono ancora chiare le cause della perdita subita da Kopra venerdì e se vi è una qualche relazione con il problema molto più serio che venne affrontato da Parmitano ma ci si attende un'approfondito esame per scoprire che cosa, questa volta, non abbia funzionato regolarmente.

Kopra e l'astronauta britannico Timothy Peake hanno iniziato la loro escursione alle 7:48 a.m. EST (13:48 ora italiana) per compiere un'attività extra-veicolare (EVA) della durata prevista di sei ore e mezza, la prima dell'anno e la 12esima NASA fin dall'incidente del 2013.
L'obiettivo principale dell'uscita di oggi era la sostituzione di una scatola di derivazione elettrica (Sequential Shunt Unit - SSU) presumibilmente finita in corto, che si trova sul lato estremo destro del traliccio principale della stazione spaziale e che si è guastata a novembre mettendo fuori uso uno degli otto canali elettrici di qui è dotato l'avamposto orbitale.

La sostituzione della SSU veniva eseguita senza problemi e, alcuni minuti dopo, i controllori di volo segnalavano che l'energia al canale 1B era tornata in funzione normalmente. Kopra e Peake riportavano l'unità guasta nel modulo di decompressione e poi ognuno prendeva un percorso separato per eseguire altre operazioni a bassa priorità.
Peake iniziava a svolgere dei cavi elettrici che saranno necessari per il nuovo meccanismo di aggancio che verrà installato in seguito per i veicoli in visita di Boeing e SpaceX. Kopra invece si concentrava sulla reistallazione di uno sfiato non propulsivo sullo scafo del modulo Tranquillity che era stato rimosso lo scorso anno.
Mentre era l'operazione era quasi al termine, appena pochi minuti prima di mezzogiorno, Kopra segnalava la presenza di piccole bolle d'acqua all'interno del proprio casco. "Continuerò a tenerle d'occhio," diceva Kopra al Controllo Missione di Houston.

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Nella foto l'astronauta della NASA Timothy Kopra durante l'EVA del 15 gennaio 2016
Credit: NASA


"Perché non ti fermi un attimo dove ti trovi," rispondeva l'astronauta Reid Wiseman dalla sala controllo. "Lasciaci parlare quaggiù per un secondo."
"Va bene, mi sembra buono."
Alcuni minuti dopo Kopra, provando a muovere la testa per sentire l'acqua diceva che era 'fredda'e che la bolla era larga circa 1,5 cm e lunga da 5 a 7 cm. Un altro asso era calato sul tavolo: un sensore dell'anidride carbonica nella tuta di Kopra si era guastato poco prima, sebbene questo non è chiaro se possa essere messo in relazione con la perdita d'acqua.

Alcuni momenti dopo, il direttore di volo Royce Renfrew, seguendo le linee guida stabilite dopo la pericolosa EVA di Parmitano, ordinava una conclusione anticipata della passeggiata spaziale. "Siamo nel caso di una conclusione," avvisava subito Wiseman. "E diremo a Tim Peake come lasciare le cose."

"Così chiudiamo l'EVA, rientriamo nel modulo di decompressione e colleghiamo i tubi dell'ossigeno (SCU)," confermava Kopra, guardando alla lista delle operazioni attaccata alla manica della sua tuta. "Quindi devo riportare tutta la mia roba qui, Reid e comincio a tornare indietro."
Una chiamata 'chiusura' (terminate) per un EVA significa che l'equipaggio deve fermare quello che sta facendo, raccogliere gli attrezzi e ritornare nel modulo di decompressione. Invece una chiamata di 'aborto' significa un'emergenza e questo non era il caso di oggi, ha specificato Renfrew in seguito.

In ogni caso, entro circa mezzora entrambi gli spacewalker erano rientrati all'interno del modulo di decompressione Quest. Il portello esterno veniva chiuso ed il compartimento veniva ri-pressurizzato. La passeggiata spaziale si concludeva ufficialmente alle 12:31 p.m. (le 18:31 ora italiana) dopo una durata di quattro ore e 43 minuti.
Alcuni minuti dopo, il Comandante della stazione Scott Kelly e il cosmonauta Sergey Volkov aiutavano Kopra a rientrare nel più vasto compartimento interno del modulo di decompressione, gli toglievano il casco e raccoglievano dei campioni dell'acqua al suo interno in modo da poter aiutare gli ingegneri a scoprire da dove è arrivata.

"Quando Tim ha segnalato oggi la presenza di una bolla d'acqua, il problema erano le sue dimensioni," ha detto il capo astronauti Chris Cassidy, che si trovava assieme a Parmitano durante l'incidente del luglio 2013. Dopo aver segnalato la bolla, Kopra ha detto ai controllori di volo che il tampone assorbente sul retro del suo casco era bagnato.

L'HAP, o Helmet Absorption Pad, è stato implementato dopo l'emergenza di Parmitano per dare agli astronauti un avviso anticipato della presenza di una perdita. Inoltre è stato installato un piccolo boccaglio che si estende verso il basso all'interno della tuta in modo da essere disponibile per aiutare l'astronauta in caso di un'ingresso d'acqua maggiore.

La bolla d'acqua nel casco di Kopra, assieme alla sua segnalazione dell'HAP umido, "ci ha detto che qualcosa stava accadendo,"dice Cassidy. "Ma per me il segnale principale è stata la temperatura dell'acqua. Quando ci ha detto che l'acqua era fredda abbiamo capito che poteva provenire da una fonte nello zaino e questo, per noi, è un problema significativo."
"Comunque queste procedure hanno fatto il loro compito oggi e il team ha fatto il proprio lavoro permettendo un sicuro rientro nel modulo decompressione dei nostri ragazzi."

Kelly ha in seguito segnalato che la tuta di Peake era generalmente asciutta mentre quella di Kopra era chiaramente bagnata.
"Tip Kopra era umido, non bagnato, ma solo un tipo di umido su per le spalle e per i polsi e lungo la sua LCVG (Liquid Cooling and Ventilation Garment) dove aveva la condensa tutto attorno ad esso," ha detto Kelly. "E nella linea di ventilazione e nel connettore dell'acqua, c'era umidità."
Durante la passeggiata spaziale di Parmitano e Cassidy del 16 luglio 2013, l'acqua entrò dal dietro del casco di Luca, oscurando rapidamente la vista ed espandendosi attorno alla sua testa. Egli fece ritorno nel modulo di decompressione della stazione ma quel guasto mise a rischio la sua vita.

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L'equipaggio della ISS attorno a Kopra, già con il casco tolto, all'interno del modulo Quest della ISS.
Credit: NASA TV 

A seguito di quell'incidente la NASA eseguì un'analisi approfondita ed alla fine individuò un filtro intasato del sistema di raffreddamento della tuta come responsabile della perdita d'acqua. I componenti vennero sostituiti, compresa una ventola del modulo separatore che si trova nello zaino indossato da Parmitano e Kopra.

Assieme a nuove procedure per ispezionare e testare le tute spaziali prima di una EVA, la NASA ha sviluppato l'HAP e il boccaglio di emergenza per fornire, il primo, un modo per avvisare in anticipo di una perdita e, il secondo per dare una possibilità di respirare nel caso di grosse perdite. Durante le passeggiate spaziali, i controllori di volo periodicamente chiedono agli astronauti di fornire informazioni sull'HAP, che può essere sentito semplicemente piegando leggermente la testa indietro nel casco.
Queste procedure hanno pagato oggi, dando all'equipaggio il tempo per rientrare nel modulo di decompressione Quest prima che la perdita nel casco di Kopra peggiorasse.

Fino alla segnalazione della perdita gli astronauti aveva svolto una passeggiata spaziale virtualmente senza problemi
Peake è il secondo cittadino britannico a volare nello spazio, il primo a visitare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e il primo ad eseguire un'attività extra-veicolare.
"Tim, è davvero bello vedere che l'Union Jack è là fuori dal momento che ha esplorato in tutto il mondo," ha trasmesso via radio Kelly all'inizio della passeggiata spaziale. "Ora ha esplorato anche lo spazio."
"Grazie Scott," ha risposto Peake. "E' bello indossarlo. Un privilegio, un momento di fierezza."
Anche l'ex Beatle Paul McCartney è intervenuto, tweettando: "Buona fortuna @astro_timpeake siamo tutti a guardare, senza pressione! Augurandovi una passeggiata felice all'esterno nell'universo. Tutto il meglio, #spacewalk PMC."

Al momento non è ancora chiaro l'effetto della perdita nel casco di Kopra sui piani futuri. La prossima passeggiata spaziale della NASA era prevista per maggio ma dipende da una serie di fattori, compresi i prossimi lanci cargo e la risoluzione dei problemi della tuta spaziale.
Quella di oggi è stata la 192esima passeggiata spaziale in supporto alla costruzione e manutenzione del laboratorio orbitante ISS

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi gli uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino mia moglie al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 ho realizzato e curo il sito Astronautica.us che, spero, possa essere sempre aggiornato e rigoroso nelle informazioni. Sono stato uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention  ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri del capo astronautico. La scelta del sito web è stata 'obbligata' visto il deserto di notizie in cui versava all’epoca l'astronautica nel Paese, il nostro, fra i primi al mondo in questo settore che considero vitale per l’umanità.

Sito web: www.astronautica.us
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