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Ancora 8 anni per vedere gli astronauti su Orion!

Illustrazione artistica della capsula Orion in orbita terrestre.
Illustrazione artistica della capsula Orion in orbita terrestre. Credit: NASA

Il primo volo pilotato della capsula spaziale Orion della NASA, un veicolo progettato per trasportare gli astronauti lontano dalla Terra per la prima volta nel corso di due generazioni, potrebbe slittare dal 2021 al 2023, lo ha dichiarato ufficialmente l'agenzia mercoledì.

Una recente revisione del programma ha messo in luce i rischi che minacciano la data di lancio della missione abitata dell'agosto 2021, e i responsabili hanno concluso che la missione slitterà nel tempo.

La NASA ha fissato ora ufficialmente l'aprile del 2023 come periodo nel quale si aspetta che il veicolo spaziale Orion sia pronto ad ospitare esseri umani per un volo attorno alla Luna.
"Il team continua a lavorare verso la data dell'agosto 2021, ma ci stiamo impegnando perché non sia oltre l'aprile 2023," ha detto Tobert Lightfoot, amministratore associato della NASA. "Non vedo motivi, così presto, per modificare la 'data di lavoro' per la squadra e non li vede nemmeno la commissione di revisione."

Lightfoot dice che la data di lancio di aprile 2023 per la prima missione Orion con astronauti è possibile con il 70% di sicurezza, tenendo conto della politica NASA.

La NASA non ha ancora calcolato modelli sicuri per la data di lancio prevista nel 2021, ma "non vi è un gran livello di fiducia, ve lo dico, solo perché le cose che vediamo storicamente saltano", dice Lightfoot.

Il veicolo spaziale Orion, progettato per ospitare quattro astronauti fino a 21 giorni nello spazio profondo, decollerà dalla sommità dello Space Launch System (SLS) della NASA, un gigantesco razzo in fase di sviluppo e che sfrutta tecnologie e propulsione dal vecchio programma Space Shuttle.

Un volo di prova del lanciatore pesante con una capsula Orion senza equipaggio, chiamato Exploration Mission-1 (EM-1) rimane in lista per la fine del 2018, dice Lightfoot, ma dovrà essere sottoposto ad un'altra revisione entro la fine di quest'anno. Il volo Exploration Mission-2 (EM-2), ora previsto non prima dell'aprile 2023, sarà il primo lancio spaziale del programma con astronauti a bordo.

La revisione di conferma del programma Orion, tenutasi presso la sede centrale della NASA a Washington con la partecipazione di una commissione indipendente, ha inoltre fissato la spesa che dovrà essere intrapresa per arrivare alla prima missione abitata.
La NASA dice che ci vorranno altri 6,77 miliardi di dollari per completare lo sviluppo di Orion fino al 2023, oltre ai 10,5 miliardi già spesi nel programma fin dalla nascita del progetto con il programma Constellation, un'iniziativa partita nel 2005 sotto l'amministrazione Bush.
Questo porta il totale del programma a oltre 17 miliardi di dollari per arrivare al primo volo con astronauti. Il budget dello Space Launch System è previsto in oltre 7 miliardi di dollari dall'inizio del 2014 al primo lancio dimostrativo del 2018.

Bill Gerstenmaier, capo della direzione NASA responsabili per le operazioni e l'esplorazione umana, ha detto che il progetto Orion sta facendo "solidi progressi tecnici" dopo il successo nel volo orbitale di prova del dicembre 2014.

nasa orion mockup sistemazione astronauti

La sistemazione degli astronauti in un modello a terra di Orion.
Credit: NASA/Robert Markowitz

I tecnici della NASA presso il Michoud Assembly Facility a New Orleans hanno iniziato a saldare lo scafo pressurizzato per il prossimo veicolo Orion che volerà nel 2018 per il prossimo volo di prova senza equipaggio. La NASA consegnerà la struttura base della capsula al Kennedy Space Center, in Florida, nei primi mesi del prossimo anno per l'assemblaggio finale, il completamento e i test.

Fonti ufficiali hanno dichiarato che i revisori incaricati di misurare i progressi del programma Orion hanno sollevato dubbi sui piani della NASA di riutilizzare attrezzature su più voli della capsula, sugli sforzi dello sviluppo del software e sui test strutturali.

La NASA e la Lockheed Martin, primo fornitore dell'agenzia per Orion, prevedono di prelevare le scatole dell'avionica dalla capsula Orion utilizzata da EM-1 e riutilizzarla su EM-2.
"L'intento a questo punto è di far volare queste apparecchiature su EM-2," dice Gerstenmaier. "I ritardi potrebbero sorgere se vi è qualche tipo di problema con la strumentazione di EM-1, e non potesse essere disponibile per EM-2, questo potrebbe avere sicuramente un riflesso sulla costruzione di EM-2."

La Lockheed Martin è attualmente sotto contratto per consegnare tre capsule equipaggio Orion complete, compresa quella che ha già volato con il volo dimostrativo EFT-1 nel 2014 e i veicoli per EM-1 ed EM-2.
"Per ora non vediamo nessun problema in questo campo, ma dobbiamo tenerne conto perché di fronte a noi c'è una lunga strada," ha detto Lightfoot.
"Io penso che siamo stati abbastanza prudenti," ha detto Gerstenmaier nella conferenza con i giornalisti tenuta mercoledì. "Le mie squadre ci dicono che proveranno a eliminare tutti i rischi che si troveranno di fronte."
"Ogni volta che questi ragazzi raggiungono un obiettivo previsto nelle loro prove, possiamo dire di aver eliminato un rischio o almeno di averlo compreso," ha detto Lightfoot ai giornalisti.

Gerstenmaier ha dato un forte sostegno agli ingegneri che lavorano sulla riprogettazione dello scudo termico di Orion. Invece di installare lo scudo termico della capsula come un blocco monolitico (come quello che ha volato con EFT-1, ndr), i tecnici, per i voli futuri, monteranno blocchi separati di scudo ablativo in Avcoat.

Questa è una lezione imparata dagli ingegneri dopo che le squadre a terra avevano impiegato più tempo del previsto per fabbricare e installare lo scudo termico per il volo di prova EFT-1 dello scorso anno, nel quale un razzo Delta 4-Heavy aveva portato la capsula a oltre 5.000 km sopra la Terra per un test principale del sistema di protezione termico del veicolo, per la guida, navigazione e controllo algoritmi.
"Stiamo facendo questo cambiamento nello scudo termico, ma gli il modello per i test ingegneristici di quello scudo termico saranno completati entro la fine di questo mese, in modo da poter passare avanti," ha detto Gerstenmaier.

Un altro problema potenziale identificato dalla commissione di revisione coinvolge il modulo di servizio di Orion di costruzione europea. LA NASA ha stretto un accordo con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) all'inizio del 2013 per la fornitura dell'unità propulsiva ed energetica per il volo robotico di prova EM-1 del 2018.
L'ESA e il suo fornitore del modulo di servizio, l'Airbus Defence and Space, stanno lavorando al componente con tecnologie derivate dall'Automated Transfer Vehicle (ATV) dell'Europa, che ha compiuto cinque volo di successo consegnando rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) prima del suo ritiro all'inizio di quest'anno.

nasa orion em1 prima saldatura

La prima saldatura dello scafo per EM-1.
Credit: NASA/Radislav Sinyak

Secondo Bill Hill, vice amministratore associato per i sistemi esplorativi della NASA, i tempi di preparazione del modulo di servizio sono in cima alla lista delle possibili minacce che potrebbero ritardare il volo di prova EM-1 del 2018.
Ma i problemi arrivano anche dalla conferma di revisione di Orion per i piani NASA del modulo di servizio per EM-2. La NASA e l'ESA non hanno infatti ancora nessun accordo su come l'Europa possa contribuire a fornire un modulo di servizio completo per la prima missione abitata di Orion.
"Avremo il primo (European Service Module - ESM) per EM-1 e da questo potremo imparare per realizzare quello di EM-2," dice Lightfoot.
Il volo Exploration Mission-2 prevede che un modulo Orion con le sue quattro persone di equipaggio arrivino su un'orbita retrograda distante 70.000 km oltre la Luna per una missione di almeno tre settimane.
"Utilizzeremo EM-1 per controllare il modulo di servizio ed essere sicuri che potrà eseguire le accensioni per entrare ed uscire dall'orbita retrograda distante attorno alla Luna," dice Gerstenmaier. "Vogliamo essere sicuri che i sistemi di comunicazione, quelli di navigazione e tutto il software funzioni."
"Poi toccherà a EM-2, e la grande novità qui sarà l'interfaccia dell'equipaggio," prosegue Gerstenmaier. "Come interagirà l'equipaggio con il veicolo? Come si troveranno con i pannelli e i controlli? Cosa faranno quando dovranno configurare la fase di rientro?"

EM-2 introdurrà anche il sistema di supporto vitale di Orion, come le riserve di ossigeno, gli strumenti per assorbire l'anidride carbonica dall'atmosfera di bordo, controllare l'umidità e la temperatura di bordo.

Sempre secondo Gerstenmaier, sarà difficile che l'equipaggio di EM-2 possa eseguire un rendezvous con un asteroide come parte della missione di recupero di un asteroide della NASA, un'iniziativa che prevede di inviare una sonda spaziale robotica per prelevare un grosso masso e portarlo in orbita lunare per poterlo far visitare agli astronauti. Quella missione, se approvata dal Congresso sarà successiva.

Gerstenmaier ha aggiunto che la NASA prevede di lanciare missioni SLS/Orion una volta l'anno dopo EM-2, sempre se il budget lo consentirà. Le missioni successive nella regione attorno alla Luna definita 'spazio cis-lunare' potrebbero testare le tecniche di rendezvous, le passeggiate spaziali, l'attracco con un asteroide e gli habitat per lo spazio profondo e le tecnologie richieste per le missioni verso Marte.
"Quello che è importante notare è che stiamo realizzando un grande programma," conclude Lightfoot. "Stiamo costruendo un programma di esplorazione umana multi-decennale, e sebbene i voli individuali di EM-1 ed EM-2 siano molto importanti, sono i maggiori indicatori dei nostri progressi per quello che stiamo facendo e per bilanciare le missioni individuali nel contesto complessivo del nostro viaggio di esplorazione che abbiamo intrapreso."

Fonti:
- http://spaceflightnow.com/2015/09/16/orion-spacecraft-may-not-fly-with-astronauts-until-2023/ -
- http://www.nasa.gov/press-release/nasa-completes-key-milestone-for-orion-spacecraft-in-support-of-journey-to-mars

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi gli uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino mia moglie al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 ho realizzato e curo il sito Astronautica.us che, spero, possa essere sempre aggiornato e rigoroso nelle informazioni. Sono stato uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention  ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri del capo astronautico. La scelta del sito web è stata 'obbligata' visto il deserto di notizie in cui versava all’epoca l'astronautica nel Paese, il nostro, fra i primi al mondo in questo settore che considero vitale per l’umanità.

Sito web: www.astronautica.us
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